Non so cosa pensare di tutta questa rugby-mania. Da un lato ne sono entusiasta: finalmente c’è spazio per qualche sport che non sia l’onnipresente calcio (che diciamocelo un pò, ha anche stufato!) con le sue beghe ormai becere, con gli stipendi milionari di giocatori e allenatori.. Insomma, finalmente un pò d’aria buona e fresca anche da noi.
Perchè, per quanto donna, ho capito alcune cose di questo sport: è da qualche anno che seguo con interesse il Sei Nazioni, non che sia una gran esperta (ma mi impegno), ma devo in effetti confermare quella citazione di Henry Blaha:
“Il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini. Il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da bestie. Il football è uno sport bestiale giocato da bestie.”
Si picchiano, certo, e si picchiano anche forte. Non sono dei damerini, il sangue non è finto. Ma tutto si limita al campo.
Stamattina sentivo Radio Deejay e in studio Linus e Nicola avevano come ospite Jonah Lomu, un grande del rugby neozelandese e mondiale, che diceva: “What happens in the field, stay in the field“. Quello che succede in campo, rimane nel campo. (Un pò come nel Miglio Verde..) Ma è proprio lì il bello, t’arrabbi, picchi a destra e a manca ma poi basta, stop. Ti scarichi e poi sei pronto a farti una risata. Sei pronto al Terzo Tempo. Infatti finita la partita non finisce tutto. Si mangia, si beve insieme, vincitori e perdenti. Mettere d’accordo tutti, più o meno, no? E che miglior esempio di sport ci può essere?
Stessa cosa vale per gli spettatori: non ho mai visto problemi, tafferugli, polizia tra il pubblico, anzi, quasi sempre ci sono famiglie con bambini, c’è gente spensierata e soprattutto, tifosi delle due squadre uno in fianco all’altro. Nessuna “curva”, nessun “settore”, tutti insieme (appassionatamente!) civilmente.
Non dovrebbe essere così sorprendente, anche nel calcio dovremmo assistere a questo genere di spettacolo, ma purtroppo con il tempo, con la passione-ossessione esagerata e distorta, con una serie di eventi spiacevoli che si ripetevano (e ripetono comunque), il mondo del calcio è diventato un pò melmoso. Troppi magheggi, troppi interessi girano dietro, e troppe canaglie ci sono a tirare le fila. E’ un sistema un pò logoro, che perde interesse, e con difficoltà si vede il buono che in fondo c’è alla base del gioco. Perchè alla fine è proprio questo, un gioco. E come tale non può che essere fondamentalmente buono, positivo, portatore di sani valori di competizione e collaborazione.
Quello che è il rugby. Il rugby è uno sport con valori che il calcio dovrebbe riscoprire, è uno sport veramente di squadra, dove non si va avanti se non si ha fiducia nei compagni e se non si ha il loro appoggio. E’ uno sport pulito, giusto, liberatorio, unificante sia per chi lo vive, che per chi lo guarda.
E, ripeto, sono davvero entusiasta che tutto questo venga “scoperto” dal resto del mondo. Ma dall’altro lato, ho anche paura che succeda come al calcio, cioè che venga “contaminato” e abbruttito, che perda i principi, i fondamenti così giusti.
Solo il tempo può dirlo, intanto, aspettiamo il 6 Febbraio, con Irlanda-Italia (ancora in dubbio il mio tifo) a Dublino!